mercoledì 7 dicembre 2016

Un viaggio a lungo atteso



Ci sono stati, e ci sono spesso, giorni in cui sento fortissima la nostalgia dei luoghi cari in cui, da bambina, ho imparato ad amare la montagna, la sua aria nitida, fresca, intrisa di fieno e fiori, o di neve e vento, la sua maestosa imponenza, i suoi incredibili tramonti... e per me le Montagne per eccellenza sono le Regine Dolomiti. Dopo tanto tempo sono tornata ad abbracciarle, a respirare il profumo dei boschi e a riempirmi Il cuore dei colori, resi ancor più splendenti dalle magiche pennellate dell'autunno. 
La gioia di aver potuto passare qualche giorno in un luogo del genere è stata aumentata dal fatto di essere fuori dalle rotte del turismo di massa, e di poter essere accolti con grande calore da chiunque incontrassimo sul nostro cammino e di poter assaporare, per noi poveri, strapazzati cittadini, il lento scandire delle ore della vita montanara, che fa riscoprire la dimensione realmente umana di un sano, armonioso rapporto con la natura.
Tra le mete delle nostre piccole passeggiate a misura di bambino, merita di essere ricordata la bellissima Val dei Molini di Longiarù: un sentiero che costeggia dolcemente alcuni mulini ad acqua, tra Crocifissi lignei ad ogni passo, nel silenzio più totale di un'assolata giornata d'autunno, fredda e tersa. 










Val dei Molini, Longiarù

Poi le splendide Bressanone e Brunico, con le stradine illuminate e le Chiese sfarzose per i pregiatissimi arredi lignei, gli organi e le sculture dell'artigianato dalla centenaria tradizione, le sante Messe con una liturgia curatissima, le facciate dei palazzi decorate e un ordine e pulizia che purtroppo lasciano sempre a bocca aperta chi come me è abituato a scene ben diverse.










Tra i ricordi da tenere stretti, non è mancata nemmeno una spruzzata di neve, che ci ha lasciato ancor di più la malinconia nel cuore al momento di partire... 







Ho cercato di abbracciare, negli attimi prima di salire in macchina per ripartire, tutto quello che avevo attorno a me: immagini, suoni, odori, quell'aria così limpida e tersa da essere, per me, proprio il "profumo" della montagna, il profumo delle Dolomiti, quello che sogno e desidero quando la nostalgia si fa più forte. Mi sembra di sentirlo anche adesso...







Il lavoro di un giovane insegnante della scuola media locale, che a tempo perso coltiva l'artigianato dei presepi in legno.