martedì 3 dicembre 2019

3. Favola di Natale


Un po’ di anni fa, anche gli animali, visto che anche loro sono presenti nel presepe, decisero di fare una riunione per decidere ed esprimere i loro desideri riguardo al Natale.
Erano presenti: una pecora, un’aquila, un lupo, una balena, un gallo, un maiale, un’ ape, un cammello, un corvo, un cane, un gatto,un Bue, un asino.
Iniziò la pecora e disse: "A me piacerebbe che a Natale nel mio ovile ci fosse un mucchio di erba fresca per poterne mangiare a sazietà". Proseguì l’aquila: "Io che volo molto in alto vorrei che ci fosse uno splendido sole per poter vedere bene le prede, e,  poter finalmente senza affaticarmi troppo cacciare  le serpi e farmene un lauto pranzetto". Il lupo con il suo vocione esclamò: "Io vorrei finalmente non avere controlli, poter entrare negli ovili a prendere qualche tenero agnellino, senza rischiare di essere bastonato dal pastore, ma che vitaccia devo sempre fare!!!". Disse la Balena: "Io sono il più grande mammifero che vive nel mare: io vorrei che tutti rispettassero la mia mole e che mi eleggessero maestà del mare". Il gallo, sentita la balena, si stizzì e con un sonoro chicchirichi  proruppe: "Io vorrei che la finissero di dirmi che devo cantare di buon mattino, vorrei poter poltrire sino a mezzogiorno e poi divertirmi tutto il resto della giornata, alla sera andare in discoteca con le mie care gallinelle". Anche il maiale volle dire la sua: "Che barba almeno a natale vorrei essere considerato importante, e non un salame, vorrei avere una casa lussuosa e non un porcile, vorrei un letto comodo e non un giaciglio di paglia".
Anche gli altri animali proseguirono su questa strada, esprimendo i loro desideri, a volte  esagerati. Non volevano accettare il loro ruolo, ma volevano avere molto e dare poco.
Si permise anche il cammello di esprimere un desiderio assurdo per la sua natura e disse: "Vorrei anziché bere acqua in grande quantità, poter bere coca cola a volontà, e magari un pane e nutella non ci starebbe neanche male". L’ape ronzando e brontolando aggiunse: "Ha perfettamente ragione il cammello, io vorrei non produrre il miele per gli uomini, ma vorrei essere servita e riverita, vorrei fare festa con le amiche e  divertirmi una volta per tutte a punzecchiare il sederino dei bambini, che risate mi farei!!!" Per ultimo il Bue con voce arrogante disse: "Ricordatevi bene che io sono il più importante, sono rappresentato nel Presepe e per Natale vorrei onore e gloria. Tutti dovrebbero guardarmi con invidia, e offrimi mare di champagne e panettoni".
L’asino era stato zitto tutto il tempo, usci un raglio dalla sua bocca: figurarsi le risate, un asino che vuole esprimere il suo desiderio? Affermare la sua opinione?
Mai e poi mai!  È sempre un asino! Con aria di sufficienza tutti gli animali lo guardarono in modo canzonatorio e lui timidamente disse: "Ho sentito i vostri discorsi, i vostri desideri e vi devo dire che mi sono vergognato per voi. Nessuno ha capito che il Natale è una grande e bella festa, non perché si possono richiedere delle cose, e magari ottenerle, ma perché è nato Gesù, il nostro Salvatore: è Lui il più grande dono che mai uomo abbia potuto ricevere".

(Marina Frisoni, dal sito web Qumran)

(foto dal sito web holyart.it)


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