Guardando la data dell'ultimo post ho strabuzzato gli occhi: sono passati quasi 2 anni. Non che le cose siano così tanto cambiate: i capelli sono sempre scarmigliati, il maglione è pataccato anche un po' più di prima, le occhiaie decisamente più viola, visto che ad accentuare la sfumatura perfetta per questa prima domenica di Avvento, ci sono sono messe altre nottate insonni che ha portato il nostro piccolo Lorenzo (detto Lori, Lore, Lollo, Lollipop, Lolletto, Lollino, ...) insieme a tanta tanta allegria. Nonostante tutta la stanchezza, qui si sono iniziate in pompa magna le operazioni per addobbare la casa in vista del Natale. Tra palline cucciate e cioccolatini appesi mozzicati, il nostro albero dopo nemmeno 24 ore ha già subito l'assalto e mostra le prime ferite: la presa delle lucine si è rotta e Papo sostiene che molto presto la sostituirà, ma io temo che l'albero rimarrà buio fino almeno alla Vigilia di Natale... Tra le cose a cui tengono molto i miei bambini, sicuramente c'è l'apertura del Calendario dell'Avvento. Da qualche anno, oltre a quello bellissimo con le finestrine che ogni anno fornisce il Nonno (solo lui conosce gli spacciatori che ogni volta gliene trovano uno sempre più bello), abbiamo inaugurato il Calendario delle storie: piccoli racconti in preparazione del Natale, deliziosi più dei cioccolatini che li accompagnano in ogni taschina della grande stella di feltro che abbiamo appesa in salone. Ecco, vorrei gustare con voi ogni giorno una di queste storie, conscia del fatto che, conoscendo la mia discontinuità, probabilmente questa resterà la prima e unica.
Non sono ovviamente farina del mio sacco, ma le ho raccolte attingendo qua e là. Di alcune non conosco autore e fonte, perciò se eventualmente dovessi violare il copyright di qualcuno, me ne scuso e sono disposta a rimuoverle.
Le pietre sulla strada verso Betlemme
Maria e Giuseppe erano sulla via verso Betlemme. L'asinello trotterellava allegramente davanti a loro. Giuseppe era abituato a camminare e aveva un buon bastone; così poteva fare lunghi passi. Maria, la cara Madre di Dio, cercava con tutte le sue forze di tenersi al passo. Ma i suoi piedi delicati urtavano continuamente le pietre scure e aguzze della strada. Per non far trasparire niente del suo dolore, stringeva i denti, ma dagli occhi le uscì una lacrima che non voleva più essere trattenuta. L'asinello naturalmente non si accorse di nulla e nemmeno Giuseppe, intento com'era a mantenersi sulla giusta via. Però l'Angelo che li accompagnava nel loro cammino si accorse che Maria piangeva. Si chinò allora verso di lei e disse: "Cara ancella del Signore, perché piangi? Sei sulla strada verso Betlemme, dove metterai al mondo il Bambino Gesù. Questo non ti rende contenta?" Maria rispose: "Con che gioia vorrei accogliere il Bambino Gesù, e non è per lamentarmi, ma le pietre scure e aguzze della strada pungono e mi fanno male ai piedi, e così il cammino mi diventa difficile". A quelle parole l'Angelo si volse e guardò le pietre cosi suoi occhi chiari di cielo, ed ecco: sotto lo sguardo luminoso le pietre si trasformarono. Arrotondarono i loro spigoli e le punte e presero un bel colore acceso; alcune diventarono addirittura trasparenti come il vetro e brillavano chiare nella luce emanata dall'Angelo.
E così Maria poté proseguire sicura sulla sua strada piena di luce e di colori e da quel momento in poi nessun dolore le fu più di ostacolo lungo la strada verso Betlemme.
(immagine tratta dal web)

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